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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

INFINITE VITE

infinite vite possibili ha forse l'anima quel che è detto da taluno l'essere moltiplicato mai si chiude il cerchio? è come traversare innumerevoli  porte nei meandri dei sogni o abbandonarsi a visioni di déjà vu non si chiuderà il cerchio se come si sa è del Demiurgo un continuo creare infiniti  mondi-entità col solo sognarsi

TENTO VERSARE VERSI

tento versare versi sulla  chiara facciata del foglio "navigare di nuvole pigre" -questo l'incipit ma ahi cara musa  son già qui arenato potrei imbastire una rima tipo fiore-amore o scrivere il verso più bello dettatomi in sogno pure fibrilla nel sangue un qualcosa che non saprò dire

L'INNOCENTE

già l'immagino i titoli "classe 41 - stecchito da una raffica" ho a volte il pallino -farneticare dell'età- che d'improvviso qualcuno mi spari da un'auto che rallenta e poi via -come in una scena da gangsters -è fantasioso ma freddamente reale dove -si sa- a pagare è chi non c'entra un bel niente

GENERAZIONI

eccoti un ectoplasma ovvero un antenato a sentenziare da un aldilà -non sapete neppure vestirvi -bella forza: voi con i vostri  doppiopetti vi credevate dio in terra o guappi noi casual-cibernetici della libertà siamo bandiera grida il rosso  del nostro sangue nelle piazze per le ginocchia aria di primavera

NUOVA POESIA

non dirmi che questa in grafia minuta è "inconsistente" come la mia "collezione di farfalle" cielo grigio si riflette negli occhi -unforgettable piove l'immagine di te attraverso il vetro mentre il marciapiede si allontana ho da dare i miei occhi a quel che passa

BORDERLINE

la tua carne dolorante tu crocifisso alla sopravvivenza  non un tetto un letto d'amore i figli sconosciuti cieli caduti nel fondo degli occhi ti perdi  tra i rifiuti dove sembri cercare brandelli  di quella vita che ti ha tradito

DELIRI

  in buona compagnia dei saltabeccanti piccioni raccoglieva torsoli di mela tra i rifiuti e biascicava versi improbabili parto dei suoi deliri nel nosocomio conobbe una sua pari portava con sé dei versi  di Campana e una foto sgualcita lampi di visioni  a mordere giorni di macerie  poi un mattino li trovarono  abbracciati le vene recise che già sorvolavano cieli sconosciuti ai mortali

Nell'infinito di noi

il tuo volteggiare Nina nelle stanze viola della memoria -dicevi il reale non è fatuo apparire o entrare nello specchio dell'essenza evocando  palpiti di luce di un tempo senza tempo noi dal celeste palpito dicevi- qui siamo affratellati nel sangue con la terra e la morte

Inanellati aleggiano pensieri

inanellati aleggiano pensieri si frantumano ri- compongono tu aureolato di fumo a lasciarti corteggiare dal misterico chiarore d’una complice luna rima sì rima no baciata o interna e che suoni un corpo- a- corpo con la parola intanto di Selene un dardo il foglio trapassa dove ristagna esangue poesia

SIMILE ALLA VITA

simile alla vita il morire mi dici naturale ma strano se ci pensi vi si entra con uno schiaffo e se ne esce con una manata di terra con un io ridimensionato  m'immagino di sparire come chi in sogno segua una successione di stanze allora uccelli vedrei uscirmi dalla testa nel becco i versi d'una vita

BORDERLINE

la tua carne dolorante tu crocifisso alla sopravvivenza non un tetto un letto d'amore i figli  sconosciuti cieli caduti nel fondo degli occhi ti perdi  tra i rifiuti dove sembri cercare brandelli  di quella vita che ti ha tradito

LA RICERCA

uscire  dal porto -il cuore in mano- issare la vela della passione dietro lo stridulo urlo dei gabbiani tra le vene bluastre del cielo foriero di tempesta squarciare nel giorno stretto il grande ventre del mare che geloso nasconde negli abissi i suoi figli (2014)

UN DEJA' VU

del luogo sente quasi il profumo salire dalla terra lo spirito che si piega a contemplare gli sembra di esserci già stato  o forse l' ha sognato ... e quell'albero vetusto sopravvissuto a suo padre a fargli ombra a occultargli in parte l'ampia veduta del mare quello stesso mare  che vide i suoi verdi anni e il vissuto (come in  sogno) divenuto lontana memoria (2012)

ALEPH

nell'oltre non c'è ombra -lo sai- ombra che ti possa nascondere allo sguardo è una chiarità che t'attraversa non come qui che guardi per speculum in aenigmate lì non si consultano dizionari né atlanti: sei tu la biblioteca il motore di ricerca -alfabeto voce conoscenza- : nel Tutto tu sei e tutto è te - (l'aleph del poeta cieco)* è dove ti si svela ogni contrario - la vita non è prima della morte  *Jorge Luis Borges (2011)

DI ALTROVE

[ La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona. Eduardo nel film Campane a martello.] di altrove  è lettura capovolta il mondo chi ti dà occhi buoni per il cielo se non sai vedere così la cieca sopraffazione la gioia cattiva del sangue (2009)

Nero della notte

(a un dissoluto) punto di non ritorno? quale sprofondo ad accoglierti non sai più chi sei  dentro giorni perduti ah ti trapassi una spada di luce ti canti nel sangue un angelo che ti aiuti a grattare il nero della notte a sollevarti dal tuo sudario di morte

Forse un angelo

a trascendersi in me è forse un angelo nel punto dove l'anima vibra come diapason e in un mutevole cielo d'occhi mi asseconda a snudare la bellezza da frammenti di parole e suoni qui nel mio sangue ecco si leva il fiore che non so dire