Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da agosto, 2026

UN RICCO NATALE

(essenza in fuga è il cuore a disperdersi tra luminarie ed epifanie del nulla) mi sovviene quel Natale che l' angelo si staccò da me per chinarsi benevolo sul derelitto sotto i portici all'addiaccio fu il calore in quel giorno santo a farlo sentire ancora  persona ["epifanie del nulla": espressione presa in prestito da un amico poeta]

QUANDO L'ANGELO

quando l'angelo verrà a chiamarti discreto senza tromba e avrai lasciato questo corpo frale -burattino senza fili- aleggerà nel cosmo la tua essenza col bagaglio di esperienze e sogni (quei sogni che non muoiono mai) sarà un capriolare  di dolce vertigine come immergerti in una pace amniotica

IN BILICO

giungeremo nell'Oltre dove le ombre parlano col vento increduli e colmi di lucente meraviglia - noi resi impalpabili  essenze e vieppiù reali tanto che ci parrà un sogno  l'aver attraversato nella carne la morte nel circolo del sangue noi in bilico un piede nel mistero

TUTTO E' ANCORA POSSIBILE

ti senti altrove e il più  delle volte fuori dal coro ti chiedi se -nell'ordito della vita dove si spezza la parola- ti sei perso  qualcosa - vorresti allora rovesciarti come un guanto riconoscerti come il fuori del tuo dentro aprirti a un' alba che diradi questa corolla di tenebre e sai che tutto è ancora possibile

IL ROVESCIO

spossato sono dal mio sogno non mi sovviene per quale ragione nell'ondivago moto del cuore mi disperavo e come un agnellino piangevo  il sogno dicono è il negativo del reale il pianto è gioia e lo stesso sarà entrando nell'orbita di cieli dell'Oltre?  il rovescio dunque  di questa realtà che ci appare per speculum in aenigmate? mi aspetto buone nuove prosit!  

HIKIKOMORI

stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto così asettico e ora non sappiamo dire i ragazzi dove appenderanno i loro  aneliti senza saper vedere  il giallo d' una foglia raccogliere il grido d' un gabbiano il virtuale li reclude -hikikomori- nelle loro stanze sempre più in tenera età e il cuore annaspa senz'aria

ORIZZONTI DI PALPITI

il cuore a specchiarsi nel grido di luce mentre stormi d' uccelli  disegnano asimmetrici voli e si mutano in forme d' animali le nuvole l' urgenza di ricreare orizzonti di palpiti su tela o bianco foglio l' arte  è un viatico per restare immortali

CON GLI OCCHI DELL'OLTRE

con gli occhi dell' Oltre ci guardano i morti e tu avvolto nel sudario delle convenzioni tu che ti pieghi nello specchio nel dirti quali ombre il tuo cielo offuscano e quale trave ri-cresce nel tuo occhio con lo sguardo dell' Oltre ci vedono i morti se stessi e i vivi gli è dato perdonare

NEI CIELI DI TORINO

nei cieli di Torino promette pioggia livida luce uno sguardo di sottecchi al vicino di panchina mentre leggo Kavafis -le dà fastidio il fumo?- al mio cenno spegne garbato come ne trovi pochi la metro e sei al centro Porta Nuova la trovi intasata di affaristi ed extra- comunitari un cappotto liso fa da coperta ad un barbone e il suo cane ad uno sputo è in sosta una testarossa fiammante tra i morti e i viventi il mondo ha denti aguzzi

L'ASSENTE

è nella natura delle cose -dici quasi rubandomi  luce dagli occhi- che la foglia maceri rinasca sul ramo e allo stesso modo l'assente ha il suo "posto" etereo e d' un sangue e una voce vive come invisibile radice

COSA VUOI NE SAPPIA

(parla un agnostico) tu dici il sopra è il sotto citando I King ma cosa vuoi ne sappia di capovolti cieli e dell'essere "rivoltato" a un colpo di vento erudiscimi allora e dimmi cos' è la verità tu che non la ritieni un optional io so soltanto di terra e non ho baricentro lascia perdere l'anima e dimmi se qualcuno mi ha chiesto di nascere