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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

HIKIKOMORI

stiamo pulendo le strade dai sogni - tutto così asettico e ora non sappiamo dire i ragazzi dove appenderanno i loro  aneliti senza saper vedere  il giallo d' una foglia raccogliere il grido d' un gabbiano il virtuale li reclude -hikikomori- nelle loro stanze sempre più in tenera età e il cuore annaspa senz'aria

ORIZZONTI DI PALPITI

il cuore a specchiarsi nel grido di luce mentre stormi d' uccelli  disegnano asimmetrici voli e si mutano in forme d' animali le nuvole l' urgenza di ricreare orizzonti di palpiti su tela o bianco foglio l' arte  è un viatico per restare immortali

CON GLI OCCHI DELL'OLTRE

con gli occhi dell' Oltre ci guardano i morti e tu avvolto nel sudario delle convenzioni tu che ti pieghi nello specchio nel dirti quali ombre il tuo cielo offuscano e quale trave ri-cresce nel tuo occhio con lo sguardo dell' Oltre ci vedono i morti se stessi e i vivi gli è dato perdonare

NEI CIELI DI TORINO

nei cieli di Torino promette pioggia livida luce uno sguardo di sottecchi al vicino di panchina mentre leggo Kavafis -le dà fastidio il fumo?- al mio cenno spegne garbato come ne trovi pochi la metro e sei al centro Porta Nuova la trovi intasata di affaristi ed extra- comunitari un cappotto liso fa da coperta ad un barbone e il suo cane ad uno sputo è in sosta una testarossa fiammante tra i morti e i viventi il mondo ha denti aguzzi

L'ASSENTE

è nella natura delle cose -dici quasi rubandomi  luce dagli occhi- che la foglia maceri rinasca sul ramo e allo stesso modo l'assente ha il suo "posto" etereo e d' un sangue e una voce vive come invisibile radice

COSA VUOI NE SAPPIA

(parla un agnostico) tu dici il sopra è il sotto citando I King ma cosa vuoi ne sappia di capovolti cieli e dell'essere "rivoltato" a un colpo di vento erudiscimi allora e dimmi cos' è la verità tu che non la ritieni un optional io so soltanto di terra e non ho baricentro lascia perdere l'anima e dimmi se qualcuno mi ha chiesto di nascere