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Visualizzazione dei post da ottobre, 2026

LA GIOVINEZZA

e sì che nell'alta vegetazione  si nasconde un cuore di paglia -solo a vederla svoltare l'angolo sono le fatidiche farfalle e l'onda del sangue che rimonta ah i lunghi meriggi a passare tra sciabolate di sole nella verde età fuggitiva

LA LUNGA ATTESA

-alla fine è dura questa coda da scorticare- gli scriveva trepidante d' attesa come se lui dovesse tornare dal fronte (era  in trasferta per tre settimane) -sai: la bambina la sento come sorridermi in grembo - sogno i suoi dolci occhi azzurrocielo-

BUCO NERO

(ad una corrispondente immaginaria) aspettando una risposta che non arriva -ma forse sei entrata in un buco nero dalle vicende del mondo assai lontana o posso immaginarti già di là a corteggiare le stelle l'ultima poesia che forse non leggerai è infarcita di alcuni paroloni filosofeggianti benché sappiamo sia vitale  nel rivederla  fare opportuni tagli come fa con noi questa vita nel modellarci

VAGHEZZA ERA O VISIONE

quell’attraversarti la mente da nonsense e surreali figure daliniane come uscite da un sogno perdevi la percezione del tempo: davanti a te un lungo corridoio asettico senza interruzione di porte era come entrare nella morte - infine sfociare bagnato di luce in altra vita -  sogno nel sogno

SUL FILO TESO

camminando su filo teso se la mente vacilla e s’affaccia su orrido abisso Tu lo sai - è l’altro me a cui  ho dichiarato guerra per onorarti son diviso e ogni pensiero contrasto se emerge non da sangue e come potrebbe la pianta ripudiare la radice? e la corolla  che s’apre alla luce odiare la luce?

SIESTA

di sé t’innamora il perfetto endecasillabo "meriggiare pallido e assorto" - rilassante quasi a conciliare  il sonno di qua dove sei  la pineta - di là il mare - chiudi il libro di Montale e gli occhi contro l’ obliqua luce fra i rami in te mezzo assopito  ora perdura  il dondolio delle altalene  e dei teneri corpi  quasi fatti d’aria

RICORDI

confondersi del sangue col colore dei papaveri nel sole ampie distese a perdersi mentre all’orecchio del cuore a far capolino una melodia nel tempo andata ricordi ci si appiattiva scalzi col fiatone nell’erba alta dopo una volata e in levità d’angeli quasi non si toccava terra

PROFUMI NINNOLI

credi non sarà così per sempre non come qui a guardare per speculum in aenigmate quel non riuscire a focalizzare il profilo di lei come quando la vedevi sbucare da dietro la curva della strada al ritorno dal footing tra le altre suppellettili ora a prendere polvere sulla specchiera stile ottocento profumi pinzette ninnoli la collana orfana del collo esile il guardarti in tralice nelle sere vuote lei da una foto sfocata

NOI DUE

chi resta avrà dall’altro da lassù lo sguardo o dai recessi dell’essere dove si presume risieda l’anima chi resta alzerà gli occhi al cielo in un atipico silenzio rassegnato un’altra primavera e nuovamente guarderà il glicine fiorire si domanderà dove stanno i ricordi vissuti pezzetti di cuore sa che tutto è  un eterno presente

LATITANTE LA MUSA

sillabe cadute dagli occhi l’ingoio di stelle a svanire "credi resistere ai piaceri della tavola ma dai che hai -fidati- il colesterolo buono": questo  salvi dal tuo dormiveglia - relitti a galleggiare sul mare ipnagogico tenti trarne una poesia giri in tondo con le parole - latitante la musa